domenica 14 gennaio 2018

AL MITICO RISTORANTE “LA PINETA”, A MARINA DI BIBBONA (LI), DA TUTTI CONOSCIUTO COME LA “BARACCA DELLO ZAZZERI”.




Il RistoranteLa Pineta”, è il più prestigioso “Ristorante” di tutta la Provincia di Livorno, si trova in riva al mare a Marina di Bibbona, affettuosamente è anche chiamato, per la sua particolare struttura di altri tempi, “La Baracca dello Zazzeri”.

Qui, da moltissimi anni, il grande Luciano Zazzeri si è dedicato alla Cucina, e che Cucina.

Zazzeri Luciano è nato a Marina di Bibbona il 17/01/1956, la sua Famiglia ha origini locali, Nonna Nella lavorava nel Fortino di Marina di Bibbona, al tempo Caserma della Guardia di Finanza, si occupava della cucina aiutata dal marito barrocciaio, Nonno Emo, che le portava i rifornimenti.

Il Forte di Bibbona è quasi parte della Famiglia, infatti il Babbo di LucianoAlessandro, e lo Zio Beppino sono nati dentro il Fortino

Il Babbo aveva una licenza di camionista per il movimento terra e quando il Comune la sospese, per risarcirlo, la sostituì con la licenza per lo Stabilimento Balneare
Siamo al Primo Maggio del 1964, nascono dodici cabine, con dodici ombrelloni, e la prima struttura della ristorazione con il pavimento di cemento. 
In cucina Nonna NellaMamma Anna e Zia Serenella, i maschi della famiglia ai lavori più pesanti.

Luciano ha nove anni ma è già al pezzo ad aiutare, dopo la scuola naturalmente. 

A Marina di Bibbona nel 1955 era stato inaugurato l'Hotel Marinetta e sono proprio i suoi ospiti i loro primi clienti, molti milanesi cominciano a fare le vacanze in zona, iniziando anche ad apprezzare lo stabilimento balneare e la sua ristorazione. 

Ma è soprattutto Bolgheri che richiama, con le sue importanti frequentazioni altolocate, anche nobiliari, come gli Antinori, gli Incisa della Rocchetta e quelli della Gherardesca, che insieme ai loro amici, italiani e stranieri, diventano clienti affezionati.

Gli anni passano, nel 1965 la Famiglia Zazzeri mette in mare la prima barca, un gozzo di cinque metri, così la pesca entra a far parte del lavoro quotidiano, prima gli uomini in Mare poi dopo le donne a pulire le reti e il pesce. 
Intanto nel 1969 le cabine sono diventate trentasei e gli ombrelloni crescono di numero.

A quattordici anni Luciano oltre che occuparsi della spiaggia fa anche il bagnino, a diciotto è  l'efficiente mozzo della barca condotta dallo Zio, raggiunti i venticinque anni è proprio Luciano a intestarsi la licenza di pesca (tutt'ora attiva), nel 1982 un'altra barca della famiglia, una lancia di quattro metri e mezzo, prende il mare.

Nell'inverno del 1987 una spaventosa mareggiata ha danneggiato gravemente tutte le strutture del bagno. 
Il Babbo di Luciano per lo stress dell'evento si è sentito molto male, è toccato al giovane Zazzeri prendere in mano la situazione e "raddrizzare la barca dopo la tempesta". 
Luciano, allora, ha trentuno anni, è già sposato e sono già nati i suoi due figli, Andrea e Daniele: lo Zio Beppino segue il bagno e lui si divide tra la cucina e la sala, è una stagione di grande successo, sole, mare e tanto buon pesce.

Ma Luciano non coltiva solo la passione per il mare, è anche un esperto cacciatore, un amorevole padrone per i suoi cani, e un agricoltore attento ed esperto per il suo orto.

Nel 1995, causa qualche piccola divergenza familiare, per una estate, lascia la spiaggia per aprire, nel campeggio vicino all'Oasi Faunistica di Bolgheri, il RistoranteIl Gineprino”, ma già nell'Ottobre dello stesso anno ogni divergenza familiare viene appianata, lo Stabilimento Balneare resta alle Cugine, a Luciano va il Ristorante.

Nel Marzo del 1996 nasce il RistoranteLa Pineta” di Luciano Zazzeri, un Locale che con il suo straordinario Chef/Patron ha raggiunto livelli eccezionali.

Attraverso gli anni, al RistoranteLa Pineta” sono stati dati numerosissimi e importantissimi premi, tra tutti spicca, dal Novembre 2005 (edizione 2006 della Guida Rossa Michelin) la prestigiosa “Stella”. 
A oggi è l’unico Locale, in tutta la Provincia di Livorno, con tale riconoscimento.

Il RistoranteLa Pineta” di Luciano Zazzeri, si raggiunge dalla famosa "stradina sterrata" in pineta, ed è una caratteristica costruzione di legno sul mare. 
Entrati ci si sente subito a proprio agio, i colori prevalenti sono il bianco e l'azzurro, pochi tavoli splendidamente apparecchiati, dalle ampie finestre l'ineguagliabile spettacolo del mare. 
La cucina è a vista, di fronte un grande tavolo da lavoro e su una parete laterale un bel mobile vetrina ad ante.

In Sala sarete perfettamente accolti e amorevolmente assistiti dal figlio Andrea insieme ai "gemelliVanni (Roberto, che è anche Sommelier, e Giovanni), state attenti, quando sono separati, non è facile distinguerli, ma chiunque dei due avrete davanti, siete in ottime mani. 
In cucina Luciano è supportato validamente dal figlio Daniele.

Il Menù è una poesia di preparazioni di mare, a proposito non vi preoccupate se vedete uscire Luciano dalla Cucina con dei pesci di qualche chilo tenuti per la coda, vuole solo farveli scegliere, sono meravigliosi a vedersi ma lo saranno altrettanto cucinati.

La Carta dei Vini è molto importante, circa 1.300 etichette selezionatissime, ricca di Champagne, molti i Prosecchi, Vini Bianchi Italiani da tutte le regioni più importanti, Bianchi stranieri da Francia, Austria, Germania, Slovenia, Ungheria, California, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa
Vini Rosati Italiani e Francesi, Vini Rossi da tutta Italia, dalla Francia (Bordeaux e Borgogna), e da Spagna, Argentina e California
Non mancano grandi Vini da meditazione e da dessert.

Ma, visto che sono andato a trovarlo per il pranzo, veniamo alle degustazione fatta che è stata accompagnata da una magnifica bottiglia.

-  “Champagne Gosset Grand Resérve Brut”, Assemblage, 45% Chardonnay, 45% Pinot Noire e 10% Pinot Meunier, prodotto da Gosset, la più antica “Maison de Vins de la Champagne” (1584).

Con in tavola l’ottimo Pane della Casa e la golosissima Carta Musica, sono state servite le seguenti portate:

- Millefoglie di baccalà e panino con trippa di mare;

- Cartoccino di fritto di mare con crudité e frutta; 

- Linguine con calamaretti e seppioline, aglio e salvia;

- Cacciucco non Cacciucco;

- Millefoglie dello Zazzeri;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto buonissimo.

Luciano Zazzeri è un uomo con un grande cuore e una rara sensibilità per tutto quello che lo circonda, sia nei rapporti umani sia in quelli con la natura. 
Questa sua straordinaria capacità gli permette di avere un grande successo nella sua vita di tutti i giorni e nel suo lavoro.

Luciano è un affascinante narratore, un esperto cacciatore e pescatore, un mitico Chef, le sue preparazioni sono poesie adagiate nei piatti, ma forse il suo più grande merito è quello di dare premurosa, affettuosa e sincera amicizia a tutti.

Pertanto andare a mangiare al RistoranteLa Pineta” è sempre un grande ed emozionante evento.

Lo Chef Luciano Zazzeri è stato come sempre uno magnifico padrone di casa, oltreché chaperon, con tutti gli ospiti presenti.

Al RistoranteLa Pineta” di Luciano Zazzeri, a Marina di Bibbona (LI), ho fatto, come al solito, un pranzo eccellente.




La Sala

Millefoglie...... e Panino......

Cartoccino di Fritto......

Linguine......

Cacciucco non Cacciucco

Millefoglie......

Piccola Pasticceria della Casa

Andrea, Daniele e Luciano Zazzeri con Dracopulos

sabato 6 gennaio 2018

“MANEGGIARE CON CURA - CUCINA, AMORE E FANTASIA” IL NUOVO BELLISSIMO LIBRO DI UNA CHEF SUPER APPASSIONATA: CRISTINA PISTOLESI.




La Storia della Gastronomia Mondiale è uno straordinario racconto millenario, che marcia in parallelo con lo sviluppo del genere umano, e non basterebbero delle intere biblioteche per essere esaustivi.

Vi accenno solo alcune piccolissime curiosità, tanto per chiacchierare tra di noi.

Dalla nascita dell’Homo Sapiens, circa 200.000 anni fa, fino al 10.000 a. c., non si può parlare di “cucina”. 
L’uomo era un predatore, cacciava, pescava e si nutriva di tutto ciò che di commestibile gli offriva la terra.

Dal 10.000 a. C. in poi l’uomo iniziò, da nomade, a diventare stanziale, imparando a coltivare e ad allevare.

Da quel momento in poi, grazie a straordinarie antichissime civiltà come gli Egizi, i Greci e poi i Romani, che si può dire sia nata la gastronomia e l’enologia.

Gli Egiziani, per fare dei banali esempi, ingrassavano le oche, i panettieri Greci, ad Atene, facevano già decine di tipi diversi di pane, i ricchi Romani, in estate, bevevano granite fatte con la neve, immagazzinata in grotte di tufo, e la frutta. 
A Creta nel 2000 a. C. si coltivava la vite sia per l’uva che per il vino, i Cinesi, 800 anni a. C., conservavano, dove era possibile, già i cibi nel ghiaccio.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni barbariche, la storia culinaria ebbe un crollo. 
Bisogna arrivare all’800 d. C. con gli Arabi, per avere un vento di novità ricco di spezie, di riso, di zucchero e di molte altre fondamentali prelibatezze. 
Nel Medioevo arrivarono tra l’altro anche il burro e i formaggi di pregio insieme a metodi nuovi di conservazione dei cibi come la salatura e l’affumicatura.

Agli inizi del 1300 fecero la loro comparsa le prime vere e proprie pentole e altri specifici attrezzi vari da cucina. 
Ma fu solo nel XVI Secolo (nel Rinascimento Italiano) che comparvero sulle tavole, ovviamente dei ricchi, le forchette, il tovagliolo, gli stuzzicadenti, i cibi più curati e molto altro che noi oggi usiamo e mangiamo abitualmente.

E’ proprio in questo periodo che, nelle fumose cucine dei nobili, nasce una gerarchia di addetti alla cucina: i primordi dell’attuale “Brigata di Cucina”.

Nel XVII Secolo, finalmente, arriva quella che possiamo definire “la prima scuola della cucina classica”, in questo caso Francese, con il Cuoco professionista François Pierre de la Varenne (1615 - 1678) che nel 1651 codificò, con una delle sue opere più importanti, intitolata “La Cuisinier François”, degli insegnamenti rivolti ai professionisti del settore.

Da allora molta strada è stata fatta fino a giungere ai nostri giorni, ma non crediate che poi certi tempi (come l’arrivo della tecnologia) siano cosi lontani. 
Solo nel 1915 fu inventa la surgelazione (per poi aspettare trent’anni per la commercializzazione dei primi cibi cosi trattati) e soltanto tra il 1950 e il 1960 che i frigoriferi entrarono in tutte le case. 
Molto altro, sia come attrezzature che come tecniche di cucina, è ancora più recente.

Tutto ciò che vi ho raccontato è solo un granello di sabbia di ciò che bisognerebbe conoscere per poter entrare “in punta di piedi” nel fantastico mondo dell’enogastronomia. 
Si deve studiare moltissimo, sempre, per tutta la vita, acculturandosi in tutti i campi legati a questo straordinario modo di apprezzare la vita: non s’imparerà mai abbastanza.

Ecco che in questi ultimi anni, con tantissimi giovani che vogliono apprendere, si sono aperte moltissime “Scuole di Cucina” e non solo, grazie anche alla pubblicità data dalla massiccia presenza mediatica, in gran parte del mondo, di grandi super Chefstellati”.

Tra le Scuole di Cucina che conosco personalmente, per esempio, c’è da annoverare la “ART in Cooking”, una piccola ma accogliente Scuola ubicata a Santa Maria a Monte in Provincia di Pisa.
La Scuola di CucinaART in Cooking” è della Brava Cuoca/Chef Cristina Pistolesi.

Cristina Pistolesi ha un cuore gentile e una notevole sensibilità anche artistica, per molti anni ha suonato, per passione e non solo, uno strumento particolarmente difficile per una donna, il “sassofono”.

La passione per la Cucina le deriva dai ricordi giovanili, lo dice lei stessa raccontandolo  graziosamente con il suo bel sorriso: 
“In ogni mio piatto c’è il ricordo vivo di un piccolo orto di campagna dove nonna Giulia coltivava le verdure sotto l’albero di nespolo e questo ricordo è sempre associato alla cucina, dove si diffondevano gli aromi inebrianti e i deliziosi profumi che invadevano anche tutta la casa”.

Cristina ha una grande esperienza gastronomica alle spalle, sviluppata, oltreché in Italia, a Malta e in Brasile a Rio de Janeiro, è anche Sommelier F.I.S.A.R., tutto ciò l’ha portata ha diventare “Food & Beverage Management”: una figura professionale di consulente della ristorazione che si occupa di assistere e perfezionare tutta l’organizzazione di un locale dalla A alla Z.

Attraverso gli anni Cristina si è guadagnata sul campo diversi attestati e diplomi che ne certificano la sua bravura. 
La Chef Cristina Pistolesi, giustamente, definisce le sue preparazioni: “piene di colore, ma essenziali e pulite”.

Ho sempre sostenuto che: 
“Le ricette dei piatti in se non hanno un’anima e pertanto non hanno vita, è il Cuoco/Chef che deve fare questo “miracolo”, ci può riuscire, però, soltanto se ha un animo sensibile e positivo”.

A conferma di quanto sostengo, “guarda caso” il motto della Scuola di Cucina “ART in Cooking” della Chef Cristina Pistolesi è una frase tratta da un articolo della RivistaVogue” del 1956, scritto dalla giornalista, scrittrice, critica Americana Harriet Van Horne
Cucinare è come amare, o ci si abbandona completamente o si rinuncia”.

Gli Antichi Romani, che di cose belle e preziose erano esperti, avrebbero detto, riferendosi a qualche cosa da conservare amorevolmente: “Tractamus Cum Cura” (Maneggiare Con Cura).

Proprio “Maneggiare Con Cura - Cucina, Amore e Fantasia” è il titolo del Nuovo Libro di Ricette, appena uscito (fresco di stampa), della mia carissima amica la Chef Cristina Pistolesi.

Cristina mi ha gentilmente espresso il desiderio di lasciare a me lo spazio per una Introduzione alla sua nuova pubblicazione. 
Onorato, ho accettato con molto piacere perché conosco la sua grande bravura, la sua gentilezza d’animo e il suo grande amore che per la Cucina.

Il suo nuovo LibroManeggiare Con Cura - Cucina, Amore e Fantasia” ha un bel formato 23x18,5 cm., con 140 luminose pagine di carta lucida e con la Copertina cartonata rifinita da grandi Bandelle.
Il Libro è pubblicato dalla Tagete Edizioni di Pontedera (PI).

Il Libro nasce anche dalla volontà di Cristina Pistolesi di coinvolgere nove straordinarie Massaie, del Comune di Santa Maria a Monte (PI), nella realizzazione di nove delle sue quaranta ricette descritte nel testo. 
Un coinvolgimento dettato dalla voglia di conoscere la loro opinione e vedere il modo in cui sarebbero state realizzate.

Le Signore che hanno entusiasticamente partecipato sono: Luigina Pagni, Maria Grazia Novelli, Teresa Santinelli, Veralda Gonelli, Piera Banti, Milena Funelli, Mariella Fogli, Daniela Dini, Paola Benelli.

Il Libro è ricchissimo di affascinanti grandi Foto, sia a colori che in bianco e nero, realizzate dal bravo Fotografo Claudio Chesi.

Nel Libro, dopo le Introduzioni dell’Autrice, la mia e quella di una comune amica, la bravissima Guida Enogastronomica, Sommelier e Pr, Cristina Galliti, segue l’incondizionato plauso all’iniziativa, e l’apprezzamento per il Libro, del Sindaco, di Santa Maria a Monte (PI), Ilaria Parrella.

Ecco poi le 40 gustosissime Ricette, a partire dagli Antipasti fino ai Dolci, tutte particolarmente dettagliate e magnificamente illustrate, tra le cui pagine troviamo anche le nove preparazioni delle Massaie
Seguono due pagine di imperdibili Consigli, l’Indice, altre belle foto e la Chiusura dell’Autrice.

Maneggiare Con Cura - Cucina, Amore e Fantasia”, della super appassionata Chef Cristina Pistolesi, è un Libro bellissimo, utile e prezioso, tantoché lo dovete “Tractamus Cum Cura”.



Cristina Pistolesi e Claudio Chesi

Le Dediche......

Giorgio Dracopulos, Cristina Pistolesi, Cristina Galliti

domenica 31 dicembre 2017

“LA DOLCE VITA RESTAURANT” AL “NIRVANA HOTEL” DI PATONG, PHUKET, THAILANDIA: ANCORA UN SUCCESSO PER IL GRANDE ALFREDO SIBALDI BEVILOTTI.




La Cittàdina di Patong, con la sua bellissima spiaggia (lunga più di 3 km.), è la principale Località Turistica dell’Isola di Phuket, in Thailandia, e si trova splendidamente adagiata sulla Costa Occidentale dell’Isola
Una vera e propria “Mecca Turistica”, per gli Occidentali, nata alla fine degli anni Ottanta, oggi famosa anche per la vita notturna e per lo shopping.

Proprio a Patong si trova l’accogliente “Nirvana Hotel” con il suo Ristorante ItalianoLa Dolce Vita”.

L’Hotel è ubicato non molto lontano dalla Spiaggia e vicino al caratteristico Canale che per un lungo tratto porta il Mare stesso all’interno dell’abitato.

Hotel e Ristorante nascono nel 2001 e fin dall’inizio hanno avuto delle buone gestioni Italiane che hanno puntato sempre sulla qualità del servizio e della ristorazione.
Dal 2015 la proprietà è di Andrea Di Cretico insieme a Stefano e Simona Caniglia, giovani e intraprendenti imprenditori che ancora di più hanno voluto puntare sull’alta qualità.

Tutti e tre sono innamorati della “Thailandia”, nome che letteralmente si traduce in “Terra degli Uomini Liberi”. 
Stefano e Simona la prima volta sono arrivati nel 1994, e poi sono sempre tornati, anche per il loro viaggio di nozze nel 2007
Nel 2011 sono arrivati al “Nirvana Hotel” di Patong come clienti e qualche anno dopo ne sono diventati, con Andrea, i proprietari.

Nel Marzo 2017 Andrea, Stefano e Simona hanno chiesto ad Alfredo Sibaldi Bevilotti di prendere in mano le redini del loro Ristorante per renderlo una vera e propria “chicca” da offrire alla loro clientela.

Alfredo è, da una vita, un mio carissimo amico. 
Nasce a Livorno il 12 Gennaio 1961, dopo le scuole dell'obbligo e le superiori a ragioneria, nel 1979, seguendo la sua passione per il mondo del “bere miscelato”, entra a lavorare all'American Bar il Punto, aperto da poco, in Via Grande, sempre nella Città Labronica
Successivamente arricchisce le sue esperienze in Locali importanti come il Cafè MàmàL'American Bar Tic Tac, sempre a Livorno, e il Belvedere dell'Hotel Continental di Tirrenia (PI).

Nel 1984, in riconoscimento della sua rapida ascesa professionale, viene chiamato come Barman responsabile del nuovo American BarIl Cotton” del Centro Commerciale Marilia ad Antignano (LI), un Locale che ha fatto storia per il grande livello professionale/qualitativo raggiunto.

Nel Maggio del 1986, insieme alla sua socia Susanna Fumi, apre in Località Triana, sulla via della “castagna”, nel Comune di Roccalbegna, in Provincia di Grosseto, sulle ceneri di una vecchia attività commerciale, che faceva praticamente tutto (bar - alimentari - mesticheria - chincaglieria - ecc.) una piccola Paninoteca Birreria

A causa della vicinanza con il Castello di Triana, molto antico, citato già in una pergamena dell’anno 822 e successivamente feudo della Famiglia degli Aldobrandeschi di Santa Fiora (GR), questo Locale verrà battezzato “L’Osteria del Vecchio Castello”, avrà una rapida e crescente affermazione, trasformandosi presto in uno dei Ristoranti Italiani più importanti.

Già nel 1990 è segnalato nelle principali Guide Gastronomiche
Negli anni 1991 e 1992 vince, al Concorso Enologico Nazionale, il “Premio Douja d’Or” come una delle migliori Carte dei Vini d’Italia
Il Concorso è organizzato ogni anno ad Asti dalla Camera di Commercio locale, cosi denominato perché “Douja” è il panciuto recipiente contadino usato in cantina per travasare e contenere il Vino.

Nel 1992 e nel 1994 la Guida dei Ristoranti dell’Espresso gli conferisce il “Premio Pommery” per il Grande Livello Qualitativo raggiunto, successivamente, nel 1999, lo promuove conferendogli i “Tre Cappelli” con 17/20.

La Guida Rossa Michelin, nel 1995, gli assegna la “Stella” oltre alle “Tre Forchette” rosse. 
L'importante Rivista TedescaDer Feinschmecker” (Il Gourmet), nel 1997, lo qualifica come uno dei “Primi Ristoranti Toscani”.


Nel Marzo del 2000, un grosso cambiamento, “L’Osteria del Vecchio Castello” si trasferisce nel territorio del Comune di Montalcino (SI), in un piccolo, ma straordinario, ex Monastero del 1200, la Pieve di San Sigismondo in Località Poggio alle Mura, vicino al Castello di Poggio alle Mura conosciuto anche come Castello Banfi.

Non per questo vengono a mancare i successi, nel 2000 e nel 2001 la Guida Veronelli gli aggiudica il “Sole” e il punteggio di 100/100
Il 2004 è un trionfo, la Guida di Panorama gli assegna 9/10, quella di “Quattroruote” il punteggio massimo, il Touring Club Italiano una “Medaglia”, l’Accademia Italiana della Cucina “Quattro Tempietti” e il Gambero RossoDue Forchette”.

Ma non finisce qui, la stampa Nazionale ed Estera lo portano alle stelle, non mancano i numerosi servizi sui principali Canali Televisivi.


Alfredo Sibaldi Bevilotti ha ricevuto, anche personalmente, un’infinità di attestati e riconoscimenti. Nel 1991 viene accolto nell’Accademia Gastronomica Italiana, nel 1992 è tra i Soci Fondatori, per l’Italia, dell’ AssociazioneJeunes Restaurateurs d’Europe”, nello stesso anno entra nell’Accademia della Cucina

Nel 1993 gli viene conferito il titolo di Maestro di Cerimonie dell’Accademia Maestri Sommelier. Nel 1994 diventa Assaggiatore O. N. A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino).
Nel 1995 entra nella prestigiosa Unione Europea dei CuochiEuro - Toques International”, con a capo lo straordinario Paul Bocuse (classe 1926), Chef di fama mondiale, uno degli inventori della “Nouvelle Cuisine”, anima del suo magnifico Ristorante "L’Auberge du Pont de Collonges", nel suo Paese natale a Collonges au Mont d’Or in Francia, “Tre Stelle” Michelin dal 1965.

Nel 1996Alfredo Sibaldi Bevilotti, diventa Sommelier A.I.S., poi nel Dicembre del 2000, a Parigi, gli viene riconosciuto il “Commandeur dans l’Ordre de l’Etoile de l’Europe” dalla Fondation Européenne Conseil de la Gastronomie.

Elencare tutti i traguardi raggiunti è impossibile, accontentatevi di quanto fin qui esposto, tenendo sempre presente di che straordinario livello stiamo parlando.

Dopo l’esperienza fatta e con riconoscimenti di tale importanza, Alfredo, per alcuni anni, si è dedicato a una serie di qualificate consulenze in Italia e in molti altri Paesi del Mondo, sempre legate al mondo del Vino e della Ristorazione di altissima qualità.


Successivamente dopo tutto questo girovagare è nato, nel cuore di Alfredo, il desiderio di tornare alla sua Città natale, ecco dunque l’esperienza in una delle strade commerciali più importanti di LivornoVia Magenta dove, dal 2010, per un paio di anni ha aperto il suo RistoranteL’Angolino di Via Magenta”.

Accanto ad Alfredo, ad aiutarlo, la sua “dolce metà” e socia Silvana Dieli che, poi, nel Dicembre 2016 è felicemente convolata a nozze con Alfredo.

Dopo il periodo a Livorno, Alfredo Sibaldi si è dedicato nuovamente a fare consulenze per il Mondo e durante i suoi viaggi ha conosciuto le bellezze e le opportunità che offre un bellissimo Paese come la Thailandia

Ecco che è nata l’idea, poi realizzata, del nuovo LocaleLa Villa - Italian Restaurant" sull’Isola di Phuket.
Il RistoranteLa Villa” ha da subito un grande successo, tantoché ad Alfredo viene fatta, solo dopo pochi mesi, un offerta per cederlo, a cui non si può rifiutare.

In quella occasione feci ad Alfredo Sibaldi Bevilotti un’intervista, di cui potete leggere di seguito, alcuni punti salienti raccontati in prima persona:

- “Anno 1990, Triana comune di Roccalbegna, Grosseto
Dopo quattro anni dall'apertura, “L'Osteria del Vecchio Castello” cambia registro, piatti insoliti, vini folli. 
Mi danno del matto, dell'incosciente, mi dicono che nessuno verrà in un ristorante così strano, con prezzi così alti per mangiare cose che non si capiscono. 
Che nessuno comprerà mai una bottiglia di vino che costa quanto una botte dal contadino. 
Il mio Ristorante diventa un punto di riferimento dell'Alta Ristorazione in Italia, riceve la prima “Stella” dalla Guida Rossa Michelin e si colloca al 42 esimo posto nella rosa dei magnifici “50 Top Restaurant”;

- “Anno 2000, Montalcino, Siena
Apro nelle mura di un ex monastero il mio ristorante. 
Stessi piatti insoliti e vini ancora più folli. 
"Ma come un ristorante a Montalcino che non fa' la Fiorentina, la carne alla brace, la zuppa di fagioli?" 
"Un ristorante a Montalcino che ha una carta dedicata ai vini esteri, con quasi venti pagine dedicate ai Vini Francesi ????" 
"Lei ha sbagliato tutto....non è un ristorante che può funzionare!" 
Anche in questo caso “L'Osteria del Vecchio Castello” nella Pieve di San Sigismondo smentisce le previsioni, a soli nove mesi dall'apertura, arriva, tra gli altri riconoscimenti, un'altra “Stella” dalla Guida Rossa Michelin”;

- “Anno 2010, Livorno, "L'Angolino di Via Magenta". 
Punto sul contrasto, in una città di mare, propongo solo piatti di "terra", non solo, non offro scelta. Ogni settimana offro una degustazione di sette portate, con o senza l'abbinamento dei vini. 
" Deh o che discorsi sono....un ristorante a Livorno che un'fa' il pesce, seondo me chiudete dopo un mese" "....e poi 'st'ambiente tutto lecchino, co' piatti strani.......mah secondo me 'un durate 'na settimana!.... e poi deh unsipole nemmeno sceglie". 
Dopo nove mesi dall'apertura eravamo già sulla Guida dell'Espresso, su varie testate di quotidiani e riviste e venivamo considerati il Ristorante più particolare di Livorno
Avevamo prenotazioni che andavano di settimana in settimana”;

- “Anno 2016, Nai Harn - Rawai, Phuket, Thailandia
Trovo casualmente una splendida villa coloniale, me ne innamoro, la immagino come possibile sede di un ristorante, il mio Ristorante
Un Ristorante dove mettere nel piatto assieme alle materie prime, le mie idee, il mio cuore. 
Un Ristorante dove si presenti la Cucina Italiana, quella che il Mondo ci invidia, quella che è qualcosa di diverso dalla consueta Carbonara, dalla solita Bolognese, dall'abusata Scaloppina al limone
Mi dicono che non può funzionare..... che a Phuket, lavorano i ristoranti senza fronzoli, che il servizio accurato non importa a nessuno, che la gente vuol mangiare duecento grammi di spaghetti e che se sono così-così va bene uguale, l'importante è che siano tanti........... 
Bene-bene, ma Noi abbiamo aperto lo stesso: La Villa - Italian Restaurant”.

Ecco che nel Marzo 2017 Alfredo Sibaldi arriva al “Nirvana Hotel” e al Ristorante ItalianoLa Dolce Vita”.

Il Locale è molto confortevole e le preparazioni di Alfredo sono strettamente legate alle materie prime e alle tradizioni Italiane, pur rielaborate e presentate con le esigenze della contemporaneità.
Quello che è possibile viene fatto in Casa: ottima la pasta fresca, poi c’è il pane, la focaccia, i grissini e la Pizza, tutto fatto nel forno a legna.

Anche la Carta dei Vini, superando le difficoltà di approvvigionamento della Thailandia, ha assunto una sua specifica importanza.

Alfredo Sibaldi Bevilotti dirige delle Brigate di Cucina e di Sala composte da personale giovane,  premuroso e valido.

L’impegno di Alfredo, come sempre, ha dato immediatamente dei risultati positivi e i titolari e tutta la clientela hanno molto apprezzato il livello raggiunto che è a dir poco eclatante.

Anche al Ristorante ItalianoLa Dolce Vita” del “Nirvana Hotel” di Patong, in Thailandia, Alfredo Sibaldi Bevilotti ha portato tutta la sua esperienza e le sue molteplici capacità, riuscendo, in breve tempo, a trasformare il Locale in un punto di riferimento molto importante per la “cucina di qualità”: ancora un grande successo.




"Nirvana Hotel", Patong, Thailandia

In Tavola Solo la Qualità

Il Forno a Legna

In Sala

In Cucina

martedì 26 dicembre 2017

CON IL PANETTONE “RE NOIR” DELL’AZIENDA “TRE MARIE” LE FESTE SONO PIÙ FESTE.




Il “Panettone” è un dolce con origini Milanesi che, attraverso gli anni, si è di diffuso in tutta Italia come “tipicità dolciaria Natalizia”. 
Ma ultimamente il “Panettone” è stato interpretato in modi molto diversi, anche salati, che ne hanno fatto un “cult alimentare” che si può consumare praticamente sempre.   

Il “Panettone” classico è un prodotto da forno a pasta morbida, a lievitazione naturale, con una forma di base cilindrica e sopra a cupola.

Le origini del “Panettone” si perdono tra le leggende. 
La più antica attestazione che fa riferimento a un “Pane di Natale”, a base di burro, spezie e uvetta, è stata ritrovata all’interno di un “registro degli acquisti”, risalente al 1599, dell’Almo Collegio (più antico d’Italia) Borromeo di Pavia, fondato, nel 1561, dal Cardinale Carlo Borromeo (1538-1584). Nel registro si sottolineava che i “Pani” in questione erano stati comprati per essere serviti durante il “Pranzo di Natale” degli studenti.

Attraverso i Secoli il “Panettone” è entrato negli usi e costumi degli Italiani grazie a un’infinità di produttori artigianali, più recentemente anche per mezzo di alcune importanti ditte Industriali.

Tra le Aziende produttrici di qualità una in particolare ha una storia antichissima, il suo nome è “Tre Marie”.

Nel 1150 una Confraternita di Cavalieri Cristiani, sopravvissuti alla Seconda Crociata (1145-1149) in Terra Santa, fondò, nella Città di Milano, la “Scuola dei Raccomandati della Beata Vergine Maria”, e, contemporaneamente, per il sostentamento della Comunità, costruì un forno
Il Forno non fu destinato solo alla Comunità, ma da subito la popolazione, più bisognosa, poté trovarvi pane e farina.

Nel XIV Secolo la Confraternita prese il nome di “Scuola della Quattro Marie”, in onore della Vergine Maria e della Tre Pie Donne che avevano seguito Lei e Gesù: Maria Maddalena, Maria Salomè e Maria di Cleofa.

Successivamente, dopo alcuni decenni, la Scuola si trasferì nella “Corsia dei Servi” (antico nome del primo tratto di strada che a Milano congiungeva Piazza Duomo alla Porta Orientale) oggi Corso Vittorio Emanuele II.

Al momento di ideare il Marchio del Forno, per un particolare rispetto alla Sacra Vergine, vennero inserite nello stesso solo le Tre Marie Minori
Nacque così le denominazione “Tre Marie”.

Attraverso i Secoli il Forno divenne famosissimo grazie alla bontà di tutte le sue preparazioni artigianali e in particolar modo per quelle dolciarie.

Nel 1896, il Forno, diventò “La Pasticceria Tre Marie di Corso Vittorio Emanuele”, un rinomato e raffinato luogo di riferimento della “Bella Epoque”, il periodo socio-culturale e artistico che ha abbracciato l’ultimo Ventennio dell’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Negli anni successivi “La Pasticceria Tre Marie” si è ancor più specializzata raggiungendo livelli molto alti di qualità.

Nel 2008 la proprietà dell’AziendaTre Marie” è passata nelle mani della Sammontana S.p.A. di Empoli (FI), affermata Ditta Alimentare specializzate nella produzione Gelatiera.

Dal primo di Gennaio 2014 la SocietàTre Marie Ricorrenze s.r.l.” è diventata, in parte, anche della “Galbusera”, nota Società Alimentare fondata, nel 1938, dai Fratelli Mario ed Enea Galbusera.

Oggi la “Tre Marie” ha uno Stabilimento a Milano, in Zona Lambrate, con circa 120 dipendenti, e continua nella sua meritevole produzione di eccellenze dolciarie Italiane.

Tra le novità di questo Natale 2017 ho avuto il piacere di degustare il “Re Noir” delle “Tre Marie”.

Il “Panettone Basso Re Noir” è preparato con ingredienti di grande qualità, selezionati con cura e passione, con “lievito madre” e con i giusti tempi di lievitazione.

Ha un impasto soffice, delicatissimo e morbidissimo, privo di uvetta e canditi ma ricco di croccanti fave di cacao (senza buccia), in pezzi, avvolte (bassinate) e amalgamate in cioccolato extra fondente della pregiata e altrettanto storica DittaMajani”.

La copertura del Panettone raggiunge poi il massimo della goduria con il suo spesso strato di cioccolato (sempre extra fondente) ricoperto da una fittissima cascata di fave di cacao grezze in scaglie e una ulteriore pioggia di granella al cioccolato.

Il “Panettone Basso Re Noir” oltre a essere molto bello e buonissimo è anche un’esperienza estremamente affascinante da mettere in tavola. 
In esso si ritrova il gusto della Tradizione abbinato alla novità della preparazione: un vero connubio senza tempo che rende superba ogni fetta.

Alla “Tre Marie Ricorrenze s.r.l.” conoscono alla perfezione l’arte di fare bene le cose e ogni anno dimostrano anche l’impegno di applicare questa regola a tutte le loro novità.

Che altro dire se non che, grazie alle sue eccellenti peculiarità, con il “Panettone Tre Marie - Re Noirle Feste sono più Feste.



Il Panettone Basso Milanese

Delizie......

Il Manifesto del Buono

I Valori

La Ricchezza del Cioccolato